Il 26 novembre all’Alcatraz di Milano c’è stato il concerto degli Stone Sour, con i Papa Roach a fare da gruppo apripista.
Raffaele Zenti, alias @RockZen, ideatore e fondatore di Advise Only, il social network degli investitori, è andato a vederli e ha scritto per noi una recensione del concerto. Lascio la parola a Raffaele.

Foto di Raffaele Zenti
Stone Sour (e Papa Roach), 26/11/2012, Alcatraz, Milano
Mentre cerco di districarmi nell’infernale traffico intorno all’Alcatraz realizzo come questo concerto, che io ritenevo un po’ di nicchia, abbia invece attirato una marea di gente da tutta l’Italia. La coda per l’ingresso è lunga e pitonesca, dal marciapiede sborda abbondantemente in strada. Inoltre l’età delle persone in fila è nettamente più bassa della media dei concerti
rock.
Una volta dentro, partono subito i Papa Roach con il loro rock-gazzosa: sono bravi, onesti, ma per i miei gusti le sonorità ammiccano all’adolescenza e alle feste di liceali. Per dire: c’è un tipo davanti a me, che ha l’aria di averne visti parecchi di concerti, seduto su un divanetto, che si abbiocca deciso alla seconda canzone della band. Comunque, lasciando da parte i gusti personali del sottoscritto e del tipo che si è addormentato, è stata un’esibizione all’altezza della fama dei Papa Roach (peraltro sulla scena da un parecchi anni…)
Poi finalmente arrivano gli Stone Sour. Che, per chi non lo sapesse, inglobano due costole dei leggendari Slipknot: il cantante Corey Taylor e il chitarrista Jim Root, qui rigorosamente privi delle loro maschere.
E’ subito rock vero. Chitarra potente e vibrazioni di basso che arrivano allo stomaco. Confesso: sono venuto a vedere e sentire gli Stone Sour soprattutto perché amo gli Slipknot, ma sono rimasto davvero favorevolmente sorpreso dalla performance live. Le sonorità degli Stone Sour dal vivo sono infatti più dure e pesanti che in studio e Corey Taylor si dimostra un frontman navigato, oltre che una voce di spessore (anche se ogni tanto cede….ma nel complesso se la cava alla grande). Ed è comunque bello sentire, ogni tanto, nel mezzo del concerto, la voce da Balrog degli Slipknot uscire dal torace di Corey Taylor… Per inciso, essere una voce metal non è banale e lui passa dalle parti più morbide a quelle più cattive con scioltezza, dimostrando di possedere grandi polmoni e diaframma.
Anche il resto della band, l’altro chitarrista Josh Rand, il batterista Roy Mayorga e il bassista Johnny Chow (questi ultimi entrambi ex-membri dei Soulfly di Max Cavalera), è notevole. A me piace un sacco il loro basso: linee potenti e ben definite.
Pubblico caldo ma non caldissimo, che finisce comunque in delirio per le celebri Digital e Say You’ll Haunt Me.
Un bel concerto davvero.
Questa la set list: http://www.setlisaz-milan-italy-bdac5b2.htmlt.fm/setlist/stone-sour/2012/alcatr
Grazie Raffaele per la tua bella recensione e aspettiamo altri concerti!!
