Ci sono volti che fanno parte di noi. Non importa quanti anni passino, non importa quante cose cambino: restano lì, familiari, come una voce che riconosci subito.
Quando ho visto il manifesto di Etna Comics 2026, ho avuto proprio questa sensazione.
Un sorriso, le braccia aperte, quella presenza scenica che non ha bisogno di spiegazioni. È lui: Pippo Baudo. E no, non è solo un omaggio. È qualcosa di più profondo.
Un’immagine che diventa memoria collettiva
Dopo il tributo dello scorso anno a Franco Battiato, Etna Comics sceglie ancora una volta di raccontare la Sicilia attraverso chi l’ha resa grande. Baudo non è stato solo un presentatore. È stato un ponte.
Per sessant’anni ha fatto entrare nelle case degli italiani artisti, storie, emozioni. E lo ha fatto con una naturalezza che oggi sembra quasi impossibile da replicare. Guardando il manifesto, è come se quel gesto, le braccia aperte, fosse ancora lì, pronto ad accogliere tutti.
La firma che trasforma tutto in visione
A dare forma a questo omaggio è Giorgio Carpinteri, artista con un percorso che attraversa fumetto, grafica e televisione. Il suo stile, influenzato da avanguardie come futurismo e cubismo, trasforma l’immagine in qualcosa di dinamico, quasi vivo.
Dietro Baudo, un mondo in movimento: artisti, luci, spettacolo. Tutto quello che lui ha saputo creare, scoprire, portare alla luce.
Più di un presentatore: un linguaggio
C’è una cosa che mi ha colpito: l’idea di Baudo come “algoritmo umano”. Uno capace di capire cosa voleva il pubblico prima ancora che il pubblico lo sapesse. Ha costruito un linguaggio. Ha mescolato generi, gusti, persone. Ha reso la televisione un luogo condiviso. E questo manifesto riesce a raccontarlo senza bisogno di parole.
Un abbraccio che arriva fino a noi
In primo piano, lui. Elegante, sicuro, con le luci puntate addosso.
Sembra quasi di sentirlo:
“Signore e signori, buonasera”.
E forse è proprio questo il senso di tutto. Non è solo un ricordo. È un abbraccio che continua. E quest’anno, a Etna Comics, lo sentiremo tutti.








