Eliseno Sposato è un giornalista, un blogger, un dj ma soprattutto è un “Planetario“. Lui è cresciuto con la musica e per la musica. Attualmente cura il suo blog Sotterranei Pop e trasmette rock su RLB RADIOATTIVA.
E’ grazie alle sue cassettine che da qualche tempo sul sito della Rai sono apparsi i podcast di Planet Rock. Proprio per questo gli ho chiesto di raccontarci come è nata la sua passione per la musica e come è cresciuto grazie alle canzoni attraverso le sue parole e le sue foto.
Andare a ritroso con la mente per ripercorrere la propria storia musicale è un esercizio quasi difficoltoso, vista la mia età che veleggia da un po’ sugli “anta”. Lo faccio volentieri sia per il cortese invito di Sara e sia per cimentarmi con tantissimi ricordi che si susseguiranno.
Tutto ebbe inizio nel lontano 1976 quando frequentavo a Cosenza, gli ultimi anni dell’Istituto Tecnico Statale per Geometri, e la musica non aveva ancora un ruolo preminente nella mia vita, che era attraversata dagli ascolti passivi di tutto ciò che finiva in hit parade. Sul finire dell’anno scolastico, con il mio amico Giampiero, possessore di un giradischi e registratore a cassetta, quelli famosi di Selezione dal Reader’s Digest (ma qui forse dovreste chiedere ai vostri genitori), passammo qualche afoso pomeriggio a giocare a fare la radio.
Erano i tempi nascenti delle prime radio private e noi mettemmo su Radio Nduja mutuando il nome dal famoso e prelibato salume calabrese. Era tutto un gioco che mai avrei immaginato potesse divenire un giorno uno dei miei lavori fissi. Naturalmente eravamo in pieno trip disco music e le nostre “selezioni” erano infarcite di Donna Summer, KC and the Sunshine Band, Stevie Wonder e simili cui si aggiungevano i successi italiani del momento con Battisti, Pooh e chi più ne ha (di scheletri negli armadi) più ne metta. Naturalmente era un puro divertissement di cui non rimase alcuna traccia. Poi dopo qualche mese arrivò la prima fidanzata seria, ancora oggi al mio fianco, e tutto sembrò finire. La passione però era in embrione perché insieme al famoso giradischi Selezione, intanto approdato anche in casa mia, iniziavano ad apparire primi lp di Pink Floyd, Genesis, Fleetwood Mac ed altre cose innominabili.
Gli amici più grandi iniziarono ad introdurmi alla musica popolare statunitense a dosi massicce di country, bluegrass, southern rock che subito divennero Dylan, Young, Doors, Stones, Allman Brothers etc. Per saperne di più iniziai a leggere la nascente rivista Mucchio Selvaggio di cui possiedo quasi tutti i numeri editi sino ad oggi, e molte altre che si sono susseguite sino ai giorni nostri. Al conseguimento del diploma ricevetti in regalo dai mie amati genitori, un impianto hifi della Sony che rappresentò la vera svolta della vita, un po’ come accadde quando mia zia Antonietta da Torino mi regalò anni prima, il famoso mangiadischi arancione, vera icona pop degli anni ’70.
Da lì iniziò il mio viaggio nella musica fatto di ricerca e recupero del tempo perduto, sia per quanto riguardava i classici, sia per tutto quello che era l’attualità. Gli ascolti diversificati dell’epoca alimentarono la caratteristica principale che, a mio modesto avviso, ogni amante della buona musica dovrebbe possedere: la curiosità. E’ stata proprio questa a farmi amare contemporaneamente Doc Watson e i Genesis, Dylan e i Pink Floyd, Lynyrd Skynyrd e Fleetwood Mac (quelli del periodo pop) Who e Bill Monroe. E di esempi simili potrei farne migliaia. A Cosenza c’era un solo negozio (?) di dischi, in realtà era un deposito situato in un garage dentro un cortile, frequentato dagli appassionati più incalliti che spingevano il compianto sig. Piro a recuperare tutto o quasi lo scibile presente sul mercato. Le mie passini smodate dell’epoca erano i Genesis e Ry Cooder, ma anche i Pink Floyd che la buonanima di mio Padre suonava attraverso lo Stereo 8 nella sua mitica Skoda azzurra…
Man mano che gli anni passavano e la collezione di dischi cresceva pian piano, il gusto si affinava e perentoriamente si indirizzava verso l’ambito più rock’n’roll con la scoperta del Punk e di tutte le sue derive antesignane Iggy & The Stooges su tutti. Naturalmente essendo un lettore del Mucchio divenni ben presto un accanito fan di Bruce Springsteen, vera e propria leggenda dell’epoca (primi anni 80) soprattutto per i favolosi show di cui leggevo sulle riviste e che ascoltavo su bootlegs di varia qualità comprati spesso a scatola chiusa nei negozi per corrispondenza. Ricordo ancora oggi, con un pizzico di nostalgia, la felicità dopo avere messo le mani su Piece de Resistance, comprato a Roma da Disfunzioni Musicali per la bella cifra di 30.000 lire.
Ben presto il mio sguardo musicale si rivolse all’attualità, andando a scavare nei meandri più reconditi dell’underground che diventerà un mio tratto distintivo che mi porto dietro ancora oggi. Nell’estate del 1982 fui chiamato al servizio di leva e tutto si bloccò. Ricordo che mi portai dietro a Pistoia un piccolo registratore a cassetta, con solo 2 nastri contenenti il primo album dei Clash e Darkness On the Edge of Town di Springsteen che praticamente imparai a memoria.
Tornato a casa un anno dopo, il primo lavoro e l’indipendenza economica fecero crescere esponenzialmente il bagaglio culturale cui incise notevolmente anche il trasferimento a Napoli per lavoro e la scoperta della radio. Radio Rai divenne una delle mie compagne fisse nelle sere trascorse in solitudine nei cantieri dove lavoravo. La scoperta di Stereodrome divenne un vero toccasana alla nostalgia di casa e ben presto divenni “protagonista” anch’io attraverso i contatti virtuali dell’epoca (telefono e fax). Poi Napoli era sede di passaggio per molti live dell’epoca: ricordo una data dei Thin White Rope in un locale talmente stipato di gente da non potersi muovere se non ondeggiando insieme a tutti i presenti. Poi la scoperta del negozio della Flying records che prima ancora di diventare una delle label guida della techno music, era un negozio d’importazione che ha alimentato la mia nascente passione per il rock australiano e l’indie americano sino all’esplosione del grunge.
Con il passaggio da Stereodrome a Planet Rock, Radio Rai segnò un altro passaggio cruciale nella diffusione dei suoni alternativi in Italia. Attorno a queste esperienze radiofoniche si riunì una comunità di ascoltatori viva e viatle ancora oggi, come dimostrato dal successo ottenuto dalla puntata revival andata in onda su Radio2 lo scorso 7 giugno e dai podcast messi a disposizione sul sito www.planetrock.rai.it e provenienti in gran parte dal mio archivio personale.
A me toccò l’onore di fare la mia prima esperienza radiofonica proprio a Planet Rock di cui curai anche l’organizzazione di alcuni raduni degli ascoltatori e delle campagne a sostegno del programma, cancellato troppo presto dai palinsesti. In seguito approdai anch’io dietro un microfono di alcune radio della mia città (radio Criroma, radio San Marco Centro) sino a stabilizzarmi su RLB (una delle radio più longeve di Calabria) dove da 16 anni curo e produco Sotterranei Pop, spazio quotidiano dedicato all’informazione musicale di matrice indipendente sotterranea autoprodotta.
Accanto al lavoro radiofonico ho avuto anche ruoli importanti nell’ideazione e realizzazione dei festival “Invasioni” e “S.Giuseppe Rock” curatocome direzione artistica un paio di edizioni del “Settembre Rendese”, ho collaborato con riviste e quotidiani locali, webzine (Rockit), curato per diversi anni l’ufficio stampa de Il Parto delle Nuvole Pesanti, e ho fatto anche l’ingegnere del suono sul disco live di Deniz Tek e Scott Morgan, registrato durante un concerto da me organizzato. In mezzo a tutte queste esperienze un mare di musica che può benissimo essere interpretato da questa top ten ideale:
1) New Race – Radio Birdman
2) Thunder Road – Bruce Springsteen
3) London Calling – The Clash
4) I Wanna Be Your Dog – Iggy & The Stooges
5) Eight Miles High – Hüsker Dü
6) The Medicine Show – The Dream Syndicate
7) Modern Man – Bad Religion
8) Vortex Surfer – Motorpsycho
9) Camouflage – Stan Ridgway
10) Behind The Bars – Cheap Wine
di Eliseno Sposato
Ringranziando tantissimo Eliseno, ascoltiamoci la sua bellissima playlist, che si aggiunge a gran merito nelle compilation che ascoltiamo ogni settimana!!